Simona's profileUNA MINA VAGANTEPhotosBlogListsMore Tools Help

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    January 16

    contro AIRC

    Il 26 gennaio c'e' in tantissime piazze italiane la vendita di
    arance per la raccolta fondi dell'AIRC, Associazione Nazionale per la
    Ricerca sul Cancro, che com'e' noto finanzia la vivisezione. Vi giro il link di un importante volantino che spiega che le maggiori associazioni per la ricerca medica, tra cui l'AIRC, finanziano la vivisezione:
     
    Per maggiori informazioni, fate riferimento alla campagna "Per una
    ricerca di base senza animali":
    http://www.novivisezione.org/info/ricerca_di_base.htm 

     
    January 12

    gel decorativo

    Per rendere la casa un po' più colorata direttamente delle finestre dell'ufficio mi è arrivato questo prezioso suggerimento: il gel decorativo.
    Ovviamente questo tema floreale non l'ho scelto io ma il mio bravo uomo di casa che di estetica se ne intende di più... io avevo in mente i vasetti asettici della finestra dell'ufficio.
     
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    January 11

    gli animalisti imbroglioni

    Il falso ecologismo
    di Diego Rinaldini
    (.....) Da una ventina d'anni siedono nei parlamenti delle più potenti nazioni industrializzate numerosi rappresentanti che si raccolgono dietro bandiere
    "verdi". Ciò è accaduto anche nelle amministrazioni pubbliche e locali, la presenza di esponenti del movimento ambientalista è andata in un rapido crescendo;
    frequentemente (e aggiungerei purtroppo) essi hanno avuto importanti responsabilità pubbliche.
    Attraverso le scuole, i giornali, i media siamo stati "bombardati" sui temi della difesa della natura, eppure poco o nulla è stato fatto di concreto
    per l'ambiente. Le città sono diventate invivibili, lo stato dei corpi idrici è pessimo, e la qualità dell'aria che respiriamo non è certo meglio. Ma come
    mai, a fronte di un grande interesse dell'opinione pubblica, vi è stato un tale fallimento delle politiche ambientali?
    per questa risposta esistono diversi elementi, tra i quali uno dei più importanti è la provenienza per la maggior parte dei movimenti animal-ambientalisti,
    e dei loro dirigenti, dall'estremismo di sinistra; finita la spinta del sessantotto e la presa sull'opinione pubblica delle teorie della rivoluzione proletaria,
    molti militanti hanno visto nella difesa della natura, delle balene e degli uccellini una nuova via attraverso la quale opporsi all'odiata società capitalistica-borghesee soprattutto ai "padroni" con le loro industrie, armamenti e tecnologie varie.
    I movimenti ambientalisti hanno assunto in poco tempo una carica antindustriale, antitecnologica, e quindi un elemento sovversivo della società.
    Parlare del nucleare, della caccia e dei panda procurava più ascoltatori, e più votanti, che parlare di Marx o Che Guevara. I toni drammatici e radicali,
    da apocalisse, spaventando i cittadini, favorivano poi le raccolte di fondi e le azioni di protesta.
    (.....)
    Ma lo strano paradosso e che al comando delle principali organizzazioni ambientalistiche
    mondiali, oltre che agli ex rivoluzionari marxisti, iniziano a sedere anche sia i rappresentanti delle case regnanti che i magnate delle più grandi industrie
    chimiche e farmaceutiche mondiali!!!!!!!
    qualche esempio?
    - Filippo di Edimburgo (presidente del WWF internazionale) e la principessa
    Alessandra (presidente del WWF del Regno Unito), rappresentano la famiglia
    reale britannica, erede dell'impero coloniale, ma soprattutto erede di un enorme patrimonio che comporta partecipazioni dirette ed indirette nonché
    un controllo "politico?" su potenti compagnie industriali (in particolar modo quelle estrattive) e bancarie.
    - Lord Melchett, nipote del fondatore della Imperial Chemical Industries e direttore di Greenpeace del Regno unito
    - Il barone Aubrey Buxton di Alsazia, vice presidente del WWF del Regno Unito (sotto Filippo di Edimburgo), della famiglia che ha controllato la Barclays Bank
    - Re Juan Carlos, fondatore nel 1968, quando era principe ereditario, del WWF spagnolo; presidente onorario del WWF spagnolo.
    - Sua altezza Reale il principe Bernardo d'Olanda, uno dei fondatori nel 1961 del WWF
    - Il principe Enrico di Danimarca, presidente del WWF danese
    - Il dott. Luc Hoffman, vice presidente del WWF internazionale e direttore della Hoffman-LaRoche, il colosso farmaceutico svizzero
    - Lily Safra, membro del consiglio internazionale del WWF, moglie di Edmond Safra, ex proprietario della American Express Bank ed ora presidente della
    Safra Bank e della Republic National Bank of New York
    - Russel Train, della multinazionale chimica Union Carbide, uno dei fondatori
    del WWF ed ex presidente del WWF U.S.A.
    - Eugene McBrayer, direttore del WWF statunitense nel periodo in cui era anche presidente della Exxon Chemical
    E la lista potrebbe continuare a lungo? da qui nasce il sospetto dell'imbroglio ecologista, ovvero di iniziative commerciali e di speculazioni economiche
    camuffate da difesa dell'ambiente: il boicottaggio dell'energia nucleare,
    ha trovato i favori e le sponsorizzazioni delle multinazionali petrolifere,
    che per combinazione hanno visto così tutelati i propri interessi. La lotta all'inquinamento doveva criminalizzare prodotti chimici e plastici prodotti
    dalle piccole aziende (ved. i sacchetti di plastica) o poco costosi ed efficaci (come DDTe atrazina) cosi da sostituirli con prodotti remunerativi e nelle
    mani dei colossi mondiali della chimica. Il bando ai prodotti per l'agricoltura
    (fitofarmaci, prodotti chimici) poteva colpire i piccoli produttori dei paesi
    industrializzati, cancellandoli dal mercato a tutto vantaggio dei grandi commercianti di cibo, che potevano produrlo ed esportarlo da quei Paesi
    del Terzo Mondo dove non ci sono controlli sanitari e dove la manodopera è disponibile a costi irrisori. 


    "Il Racket ambientale"
    Paolo  Sequi
    ed. Rizzoli
    January 10

    Un amore accussì grande!!!

    Credevo che dopo l'operazione la mia pestifera avesse bisogno di riposare e invece l'ho trovata più rompiballe di prima...
    PER QUESTO TIA ADORO PICCOLA MIAAAA!!!!!
     

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    Scc.. ora sta riposando non la svegliate che poi pretende i biscottini!

    January 07

    Massima

    Mi pare che da noi tutto vada a rovescio
    e che nessuno sappia qual sia l'ordine quale il compito propri,
    nè quel che fa nè quel che deve fare
     
    Voltaire, Candido
    January 06

    Essere guerrieri

    Perchè il presente ed il reale sono molto meglio di un passato finito e di un sogno...

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    Tirate sempre fuori la parte guerriera che c'è in voi!

    Rai: canone pc

      da www.aduc.it  LO SAPEVI CHE LA RAI CHIEDE IL CANONE ANCHE PER PC E CELLULARI? TI E' STATO DETTO CHE LA RAI PRETENDE L'AUMENTO DEL CANONE ALLE FAMIGLIE MA NON VUOLE RISCUOTERE UN MILIARDO DI EURO DALLE IMPRESE?


    LA LEGGE E LA SUA STORIA - La legge che istituisce il cosiddetto canone Rai, il Regio decreto-legge 2 febbraio 1938 n. 246, fu emanata dal Governo di Benito Mussolini per finanziare la macchina propagandistica del regime. All'epoca il televisore era stato recentemente inventato, ma in Italia non si sarebbe diffuso fino agli anni '50, quando iniziarono le prime regolari trasmissioni in VHF.
    Questa legge prevede ancora oggi il pagamento del canone a chiunque sia in possesso di apparecchi "atti o adattabili" alla ricezione delle radiotrasmissioni. Nel 1938 il canone era richiesto fondamentalmente per il possesso della radio, e dagli anni '50 del televisore. Ma da allora la tecnologia si e' evoluta oltre ogni immaginazione, contrariamente al canone Rai. Oltre al televisore, sono ormai moltissimi gli apparecchi elettronici che potrebbero rientrare nella indeterminata categoria degli "atti o adattabili" soggetti al canone: videoregistratore, registratore dvd, computer (con o senza scheda Tv e/o connessione Internet), videofonino, cellulari di nuova generazione, iPod e apparecchi mp3-mp4 provvisti di schermo, monitor a se' stante (senza computer annesso), monitor del citofono, modem, decoder, videocamera, macchina fotografica digitale, etc. Infatti, per alcuni di questi la Rai ha gia' cominciato ad esigere il canone.

    LE NOSTRE INDAGINI - Per questo abbiamo svolto una prima indagine per capire quali apparecchi sono effettivamente soggetti al pagamento del canone. Quello che e' emerso e' la totale incertezza da parte delle autorita' preposte alla riscossione di questa tassa: dalla Rai all'Agenzia delle Entrate, dalla Guardia di Finanza al ministero dell'Economia e delle Finanze fino a quello delle Telecomunicazioni, nessuno ci ha saputo dare una risposta precisa, ma anzi tante risposte contraddittorie. E' del tutto evidente che la legge e' inadeguata al 21mo secolo. Da qui abbiamo svolto altre indagini da cui e' emersa la totale ed arbitraria inapplicabilita' di questa norma fascista:

    LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI - A seguito delle nostre indagini, sono state depositate alla Camera alcune interrogazioni parlamentari (1, 2, 3) rivolte ai ministeri competenti affinche' chiariscano quegli aspetti della legge che oggi fanno di milioni di cittadini dei potenziali evasori fiscali o impongono il canone anche laddove non e' dovuto. Fino ad oggi queste interrogazioni sono state ignorate, cosi' come le nostre richieste di chiarimento.

    ESPOSTO-DENUNCIA ALLA CORTE DEI CONTI -Da tempo la Rai lamenta una grave evasione del canone d'abbonamento, a cui ricollega anche la crisi finanziaria che ogni anno spinge gli amministratori a chiedere un aumento degli importi, ben oltre il tasso di inflazione, e la riscossione indiscriminata tramite bolletta dell'elettricita' al fine di sanare il deficit. Per questo, e' nei propositi della Rai combattere l'evasione fiscale del canone d'abbonamento, effettuando richieste e accertamenti porta a porta, tramite proprio e anche a mezzo di Guardia di Finanza nei confronti di tutti i nuclei familiari risultanti negli elenchi anagrafici di tutti i Comuni d'Italia ma non ancora abbonati (oltre il 25%).
    Per contro, l'ente concessionario non fa altrettanto per i canoni speciali, dovuti per il possesso di tali apparecchi fuori dall'ambito familiare. Tali notizie trovano conferma nelle statistiche sulla densita' dei canoni speciali di abbonamento sul territorio italiano. A fronte di oltre 4 milioni di imprese dotate di connessione Internet (e quindi anche di computer), i canoni speciali di abbonamento nel 2006 risultano essere solo 171.554, poco piu' del 4% dei canoni dovuti dalle sole imprese. Se a queste si aggiungono i lavoratori indipendenti che non risultano come imprese (oltre due milioni), banche e ogni loro filiale, uffici postali, enti locali, enti pubblici e loro sedi distaccate, tribunali e procure con relative sedi distaccate e sedi regionali, associazioni, stazioni ferroviarie, ecc., presumibilmente quasi tutti dotati di un computer o monitor, e' evidente che l'evasione del canone speciale e' pressoche' totale, risultando un danno erariale di svariate centinaia di milioni di euro l'anno.
    Infine, del tutto assente risulta l'accertamento e la riscossione del canone temporaneo ("Licenza Temporanea di Importazione" di apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni) ad opera dell'Ufficio Dogane dell'Agenzia delle Entrate.
    Nel novembre 2007 abbiamo presentato per questo un esposto-denuncia a tutte le procure regionali e alla Procura Generale della Corte dei Conti, ipotizzando un ingente danno erariale risultante dal comportamento omissivo dei dirigenti Rai e dell'Agenzia delle Entrate.

    IL PERCHE' DELLE NOSTRE INIZIATIVE - Da sempre ci battiamo per l'abolizione del canone Rai, e questo vorremmo. Ma fino a quando esiste questa legge, non e' tollerabile che venga applicata in maniera arbitraria e cialtrona, forse perche' si ha il timore che applicandola fino in fondo emerga ancor piu' la sua inadeguatezza e sproporzione. In uno stato di diritto quando una legge e' insensata non la si ignora, la si cambia.
    Inoltre, con l'evolversi della tecnologia, e' evidente che il canone Rai potrebbe essere richiesto per un crescente numero di tipologie di apparecchi, anche quando acquistati ed utilizzati per funzioni completamente estranee alla tv. Affidarsi al buon cuore della Rai nel riscuotere "ragionevolmente" il canone -disapplicando qua e la' la legge- e' una follia, oltre che poco lungimirante. Da una parte significa accettare quella diffusa cultura di illegalita' di cui lo Stato rimane il primo promotore; dall'altra significa esporsi al libero arbitrio della Rai a seconda delle sue esigenze finanziarie.
    Per questo ci auguriamo che queste nostre iniziative possano spingere il Parlamento a rivedere, se non ad abolire del tutto una legge dimostrabilmente inapplicabile e inapplicata.

    LA PETIZIONE PER L'ABOLIZIONE - E' una necessita' civica che si perde nel tempo, da quando nel nostro etere, negli anni '70 del secolo scorso, non siamo piu' stati costretti a vedere e ascoltare la radio e la tv di un solo gestore. Quando l'etere comincio' a liberarsi, chi non e' stato coinvolto in quello spirito che aleggiava nella canzone di Eugenio Finardi "se una radio e' libera, ma libera veramente, io l'amo ancor di piu' perche' libera la mente…."? Ma era una sensazione d'animo che ha dovuto confrontarsi con un mastodonte: la Rai. Proprio perche' non piu' unica fonte di informazione, spettacolo, sport e cultura via etere, essa e' diventata sempre piu' terra di conquista di chi ci ha governato, un potente strumento attraverso il quale condizionare la vita civica, economica, politica e culturale di intere generazioni.
    Ma non ci rassegniamo, e soprattutto non vogliamo continuare a finanziare questa Rai. Ci piacerebbe un servizio pubblico privatizzato, assegnato a diverse emittenti tramite gare d'appalto, una per settore tematico. Ma siamo consapevoli che questo non accadra' per molto, molto tempo. Per ora ci accontenteremmo di non dover essere costretti a pagare per una tv che fa concorrenza sleale ad altri soggetti privati, la cui unica fonte di reddito e' la pubblicita'.
    Per questo proviamo a far sentire la nostra voce attraverso questa petizione, gia' sottoscritta da oltre 200mila persone, li' dove -in Parlamento- le cose potrebbero e dovrebbero cambiare. Diamoci una mano!

     
    January 04

    gente comune raus

    Io ho definito e definisco la democrazia rappresentativa, in modo un po’ brutale se volete, un modo per metterlo nel c..o alla gente col suo consenso e soprattutto alla povera gente [...]Comunque prendiamo due elementi che vengono considerati dalla vulgata come essenziali della democrazia cioè il voto è uguale  il voto è libero.
    Il voto non è uguale :"Cento che agiscano sempre di concerto e d’accordo prevarranno sempre su mille che agiscano liberamente” (MOsca). Il consenso non è libero perché ampiamente condizionato dai mass media che sono in mano ai soliti noti e che, non a caso, si chiamano strumenti del consenso.
    In realtà la democrazia rappresentativa è un sistema di oligarchie, di minoranze organizzate, di aristocrazie mascherate che schiacciano il cittadino singolo, l’uomo libero che non vuole umiliarsi a infeudarsi in queste oligarchie, i partiti e le altre lobby economiche o criminali spesso legate insieme. La democrazia rappresentativa sarebbe ciò di cui il pensiero liberale voleva valorizzare - meriti, capacità, potenzialità - e il cittadino ideale di una democrazia ne diventa vittima designata.
    le democrazie nate su bagni di sangue hanno messo un tappo concettuale, una specie di norma di chiusura sostenendo che la democrazia sia il fine e la fine della Storia, per cui noi saremo condannati a morire democratici. Io credo invece che, come ogni sistema che non rispetta nessuno dei suoi presupposti, prima o poi cadrà.  Ma prima o poi una truffa di questo genere deve essere eliminata.
    Massimo Fini
     
    democrazia = libertà di stampa
    la realta' del nostro paese e' solo ciò che ci concedono di rendere pubblico. Ciò che va contro gli interessi del governo e delle altre lobbies politiche non ha senso di esistere.
    Stiamo in piena dittatura cammuffata da democrazia.
     

    GLI INVISIBILI

    di G. S.
     
    Sono un trentenne commesso in un centro commerciale con il fantasmagorico stipendio di 1000!!! euro (+ una moglie da pochi mesi).
    Prima di Natale, come forse non saprai, anche noi dipendenti del commercio abbiamo chiesto il classico rinnovo del contratto (scaduto da 11 mesi). Chiaramente la confcommercio non si è seduta mai seriamente ad un tavolo per raggiungere un accordo.
    Comunque nel nostro piccolo abbiamo cercato di farci sentire e far capire anche ai nostri clienti che la richiesta di 74 euro lorde di aumento senza dover rinunciare alla domenica come festività non era un gran chiedere.
    Purtroppo è qui che viene il bello, perchè le lotte per gli stipendi ci sono sempre state e quindi...
    Infatti il 23 dicembre abbiamo aderito allo sciopero generale, e nel nostro piccolo, abbiamo indetto una manifestazione più che pacifica fuori dal centro stesso per far sapere a tutti, senza bloccare autostrade, del nostro disagio.
    Il risultato iniziale era esaltante più persone di quelle che avevano promesso hanno aderito, ma quando abbiamo cercato di contattare i giornali locali, già avvisati da giorni, tutti ci hanno risposto picche, persino la nostra tv locale che fino al giorno prima prometteva la sua presenza sul campo non si è fatta vedere!!!
    Il giorno dopo ho letto tutti i giornali locali e guardato i vari notiziari, ma del nostro sciopero delle nostre manifestazioni NULLA.
    L'amara realtà è che siamo invisibili, il nostro settore addirittura foraggia i giornali con quintalate di pubblicità giornaliere è forse per questo che la nostra voce diventa scomoda ed è meglio non sentirla!!!

     
    December 30

    Favola di Capodanno

    Indovinami,indovino tu che leggi nel destino:

    l'anno nuovo come sarà?

    Bello,brutto,o metà metà?

    Trovo stampato nei miei libroni che avrà di certo quattro stagioni,dodici mesi,ciascuno al suo posto,un carnevale e un farragosto,e il giorno dopo del lunedi avrà un martedi.

    Di piu per ora scritto non trovo nel destino dell'anno nuovo:per il resto anche quest'anno sarà come gli uomini lo faranno!

    (GIANNI RODARI)

    Card_Natale20

    ti scoppiasse un botto lì...

    PER FESTEGGIARE L'ANNO ABOLIAMO L'ESPLOSIONE DI PETARDI
    Lo scoppio, tradizionale a capodanno, infatti, provoca danni notevoli agli animali

    Gli uccelli, per lo spavento, fuggono dai posatoi e volano al buio per chilometri, col rischio di morire congelati o sfracellati contro un muro; a cani e gatti i botti provocano paura che li porta a scappare di casa col pericolo di essere investiti; in conigli e mucche può portare all'aborto di femmine gravide.

    Secondo l'ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente), inoltre, petardi, fuochi artificiali e bombe più o meno forti spargono abbondante Pm10 nell'aria, la cui concentrazione torna sotto i livelli di allarme solo dopo alcuni giorni, tenendo presente che a Milano la soglia di legge per il Pm10 (50 microgrammi per metro cubo) è stata superata nel 2006 nell'osservatorio di via Juvara per 149 giorni, e al Verziere per 139 volte, e che i superamenti concessi dalla legge europea sono 35!

    Quanto detto finora dovrebbe essere di per sè convincente, tuttavia, se ci fosse ancora qualche dubbio, non si potranno evitare comportamenti preventivi a fronte delle cifre da bollettino di guerra, che ricorrono annualmente e sempre crescenti, riguardanti le vittime umane: centinaia e centinaia di feriti, dei quali numerosi anche molto gravi, con mutilazioni devastanti e rischio di morte.

    Non si tratta di richieste assurde avanzate da fanatiche minoranze, ma di di un reato previsto dall'articolo 703 del Codice Penale che punisce anche con il carcere "chiunque, senza la licenza dell'Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa accende fuochi d'artificio, o lancia razzi, o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose".

    ****Usarli in modo corretto: alcune precauzioni***

    * No ai bambini! Tutti i prodotti pirotecnici, compresi quelli di libera vendita che si possono acquistare anche nei supermercati, nelle cartolerie ed in esercizi non specializzati, NON sono MAI destinati ai bambini.

    Chi vende prodotti pirotecnici, anche “di libera vendita”, a minori di anni 14 è sempre perseguibile a norma di legge.

    Chi ha più di 14 anni può acquistare ed utilizzare solo i prodotti pirotecnici “di libera vendita”, ma mai quelli di V e IV categoria, destinati solo ad un consumatore adulto ed autorizzato (quando non, addirittura, limitati al solo uso professionale) .
    * No alle armi: sparare in luogo pubblico con fucili, pistole e, in taluni casi, anche con armi giocattolo, oltre a essere pericolosissimo è un reato punibile con l'arresto.
    Si consideri che un colpo di pistola, ed ancor più quello di una carabina, può risultare lesivo a molte centinaia di metri e che “sparare in aria” NON ESCUDE il rischio di arrecare gravi lesioni o addirittura la morte ad altri.
    Perciò state alla larga da chi vuole "festeggiare" in questo modo e denunziatelo subito alle Forze di polizia.

    * Bancarelle a rischio: per acquistare prodotti pirotecnici rivolgersi sempre a commercianti autorizzati. Evitare bancarelle improvvisate, prive di licenza di commercio per i prodotti declassificati ad esempio, e diffidate di prodotti privi di un’etichetta che indichi, con gli estremi dell'autorizzazione del Ministero dell'Interno, (Nr. protocollo e data), istruzioni a voi chiare sull’utilizzo del prodotto.
    * Seguire sempre le istruzioni: leggere e seguire attentamente le istruzioni d’uso riportate sull'etichetta o i fogli illustrativi che accompagnano il prodotto. Anche le innocue “stelline”, se maneggiate senza le dovute attenzioni, possono causare lesioni gravi.
    * Accensione: accendere un fuoco alla volta ed evitare che al momento dell'accensione ci siano altri fuochi vicini. Durante l'uso tenerli lontano da prodotti infiammabili (tende, divani, tappeti, alcool o benzina, sterpaglie secche, ecc.).
    * Abiti: attenzione agli abiti che indossate quando usate un fuoco d'artificio. Mai mettere giacconi o maglioni di pile o fibra sintetica, e nemmeno indumenti acetati come tute sportive. Basta una scintilla per trasformare questi abiti in micidiali trappole.
    * Solo all'aperto: accendeteli solo all'aperto, il più possibile lontani dalle abitazioni. Razzi ed altri artifizi di qualsiasi natura non devono essere mai puntati verso le finestre o i balconi di costruzioni vicine e tanto meno in direzione di persone. Verificate, per le “fontane luminose”, o i fuochi aerei l’altezza che sarà raggiunta dalla fiamma o dagli altri effetti ed evitate, comunque, di collocarli sotto balconi o alberi.
    * Fissare a un sostegno: se possibile ed ove previsto dalle istruzioni per l’uso, fissare con cura il fuoco artificiale ad un sostegno prima della sua accensione, controllando che la traiettoria sia libera, ed allontanarsi subito dopo l'accensione per godersi a distanza lo spettacolo.
    * Micce corte: le micce o gli inneschi dei fuochi pirotecnici sono piuttosto corti e/o abbastanza rapidi nella combustione, ma deono sempre lasciare il tempo all'utilizzatore di porsi a distana di sicurezza dopo l'accensione. Non in ogni caso di apparente mancato funzionamento, però, si deve pensare che la miccia o innesco si siano necessariamente spenti. Può darsi, invece, che a causa di un difetto costruttivo del prodotto, la miccia abbia un funzionamento molto più lungo del normale, inducendo ad avvicinarsi al fuoco proprio nel momento in cui esso si attiva, con intuibili gravi pericoli per l’incolumità dell’utilizzatore. Altrettanto pericoloso è l’uso di fuochi artificiali destinati a professionisti (normalmente di IV Categoria) che presentino una “miccia rapida”. In questo caso l’accensione del prodotto è praticamente immediata e il consumatore rischia seriamente di essere investito dagli effetti del pirotecnico.
    * Mancato funzionamento: in tutti gli altri casi di malfunzionamento di un prodotto pirotecnico non toccatelo e non vi avvicinate. Potrebbe innescarsi anche a distanza di tempo e provocare gravi danni alla persona.
    * Pirotecnici inesplosi: se vi trovate in prossimità di un pirotecnico inesploso, in strada oppure a casa, non toccatelo. Avvertite le forze di polizia, anche in forma anonima.
    * Trasporto e fiamme libere: evitare di trasportare notevoli quantitativi di materiale pirotecnico in una normale autovettura. Non maneggiare mai fuochi in prossimità di fiamme libere (accendini, fiammiferi, sigarette), non collocarli né utilizzarli vicino liquidi o contenitori di gas infiammabili. Il trasporto professionale dei pirotecnici deve sempre avvenire nel rispetto delle norme del Codice della Strada e dell’ADR.
    * Segnalazioni in forma anonima: segnalare alle Forze di polizia eventuali vendite a minorenni o qualsiasi altra attività che al momento può sembrare illecita o pericolosa.

    http://www.poliziadistato.it/ pds/primapagina/ fuochi-artificio /precauzioni. htm  


    caccia alle balene continua


     

    WSPA accoglie con favore la notizia che il Giappone non è più in cerca di uccidere 50 balene Megaptere nella loro attuale caccia in Antartico . Tuttavia oltre altre 1350 balene  sono ancora in fase di targeting del Giappone.Purtroppo, la vita delle balene è solo temporaneamente sicura - questo è solo un rinvio e la caccia di queste balene puòancora essere sanguinosa e disumana.

    Infatti continua la "caccia alle balene a fini scientifici" . Altre specie non hanno alcun rinvio da parte della flotta giapponese, che WSPA ha condannato  quando salpò a novembre.

    Non vi è dubbio che la morte inferta dai balenieri sia lenta e dolorosa ; le balene sono colpite da fiocine esplosive e la loro agonia può durare più di un'ora.

    Claire Bass militante WSPA ha detto:
     
    " Non smetteremo la campagna fino a quando tutte le specie di balene sono fuori dal menu ".

    WSPA ritiene che il miglior - e più umano - uso delle balene è guardarle, e non ucciderle.
     
    Speriamo non siano solo chiacchiere....
    December 27

    lista prodotti cruelty free



    Forse la faccio più breve elencando direttamente i cosmetici non testati su animali.
    COSMETICI (make-up e igiene della persona)

    ARGITAL
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie, Farmacie
    _NO test dall'anno: ---
    _ingredienti animali: In alcuni prodotti Miele, Propoli, Cera.
    _contatti:
    www.argital.it

    BEMA
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con autocertificazione

    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1995
    _ingredienti animali: Si
    _contatti:
    www.bemacosmetici.it

    CIBE (Mondo Naturale, Fiori&Futta-Antico Marsiglia, Antica Provenza Ligure)
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1998
    _ingredienti animali: Antica Provenza Ligure > Linea estratti: totalmente vegetale / Linea Marsiglia: alcuni prodotti contengono miele, latte, lanolina / Linea Dessert: i dessert da bagno contengono latte. Mondo Naturale e Fiori&Frutta-Antico Marsiglia: alcuni prodotti contengono miele, latte, lanolina
    _contatti:
    www.cibelaboratori.it - www.fioriefrutta.it

    COOP
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con
    Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Supermercati COOP
    _NO test dall'anno: ---
    _ingredienti animali: ---
    _contatti:
    www.e-coop.it

    D'AYMONS NATURALERBE
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie,
    Farmacie, Fiere
    _NO test dall'anno: 1978
    _ingredienti animali: Quasi tutto vegan. Alcuni prodotti contengono
    miele, propoli, polline. Cercare il marchio VEGAN sulla confezione.
    _contatti:
    www.daymonsnaturalerbe.it

    DERBE (Regenè, Speziali Fiorentini, Seres)
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1997
    _ingredienti animali: Uova (solo in Olio Derbe all'uovo e maschera all'uovo)
    _contatti:
    www.derbe.it

    DR TAFFI
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: ---
    _ingredienti animali: Nessuno
    _contatti:
    http://www.drtaffi.com

    FLORA-PRIMAVERA
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1989
    _ingredienti animali: Non rintracciabile
    _contatti:
    www.florapisa.it

    GALA (Natyr)
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con autocertificazione
    _reperibile presso: Negozi del commercio equo e solidale
    _NO test dall'anno: 1990
    _ingredienti animali: In attesa di risposta
    _contatti:
    www.galacosmetici.com, info@galacosmetici.com

    HAWAY (Hawai, Oris, Anthyllis)
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: ---
    _ingredienti animali: alcuni prodotti contengono prodotti delle api e
    midollo
    _contatti:
    www.hawai-group.com

    HEDERA NATUR
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con autocertificazione
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1974
    _ingredienti animali: Nessuno
    _contatti:
    www.hederanatur.com

    HELAN
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1998
    _ingredienti animali: Miele, polline, propoli, cera d'api, pappa reale. Chiedere per ciascun prodotto
    _contatti:
    www.helan.it

    INDICA
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con
    Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _No test dall'anno: 1978
    _ingredienti animali: Nessuno
    _contatti:
    www.indica.it

    I SERAFINI
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Farmacie
    _NO test dall'anno: 2003
    _ingredienti animali: non pervenuto
    _contatti:
    www.iserafini.it

    L'ERBOLARIO
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1997
    _ingredienti animali: Si
    _contatti:
    www.erbolario.com

    LUSH
    _fonte informazioni: Certificazione NatureWatch
    _reperibile presso: Catene in Franchising
    _NO test dall'anno: 1998
    _ingredienti animali: Quando non indicato con V (vegan) il prodotto è latto-ovo-vegetariano
    _contatti:
    www.lush.it

    MONTAGNE JEUNESSE
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione BUAV (UK)
    _reperibile presso: Supermercati
    _NO test dall'anno: ---
    _ingredienti animali: Non rintracciabile

    PEDRINI (Lepo Line)
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1998
    _ingredienti animali: Miele, cera d'api, propoli nei prodotti: rossetti, stick labbra, matite contorno labbra, sapone ultradelicato, detergente al miele e propoli, maschera riequilibrante all'argilla e propoli, maschera nutriente al miele, stick correttivi
    _contatti:
    www.lepo.it

    REBIS
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con autocertificazione
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1977
    _ingredienti animali: Cera d'api, lanolina in alcune creme e unguenti
    _contatti:
    rebiser@tin.it

    REMEDIA
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con autocertificazione
    _reperibile presso: Per corrispondenza
    _NO test dall'anno: 1992
    _ingredienti animali: Cera d'api in tutte le creme e Propoli nella crema all'elicriso
    _contatti:
    www.remediaerbe.it

    SAN.ECO.VIT (Bjobj)
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1999
    _ingredienti animali:
    Nessuno
    _contatti:
    www.sanecovit.it

    SAPONIFICIO GIANASSO (Floralia, I Provenzali)
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: ---
    _NO test dall'anno: 2003
    _ingredienti animali: non pervenuto
    _contatti:
    www.saponigianasso.it

    TEA NATURA
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con autocertificazione
    _reperibile presso: Erboristerie, Centri di alimentazione naturale, Agriturismo bio, GAS
    _NO test dall'anno: 2004
    _ingredienti animali: Cera d'api bio e Lanolina negli unguenti
    _contatti:
    teanatura@libero.it

    THE BODY SHOP
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione BUAV (UK)
    _reperibile presso: Catene in Franchising
    _NO test dall'anno: 1990
    _ingredienti animali: Collagene nelle perle da bagno (NON vegetariano), più altri prodotti che contengono latte, miele, etc.
    _contatti:
    www.the-body-shop.com
    Nota: La linea The Body Shop è ancora tecnicamente cruelty-free, poiché rispetta lo Standard internazionale "non testato su animali". Tuttavia il marchio è stato acquistato da L'Oréal, che invece effettua vivisezione per tutto il resto della vasta gamma dei prodotti offerti. Comprando The Body Shop si finanzia quindi anche L'Oréal (e la vivisezione), a ciascuno pertanto scegliere se acquistare o meno tali prodotti.

    VEGETAL PROGRESS
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con autocertificazione
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie
    _NO test dall'anno: 1998
    _ingredienti animali: Latte di cavalla (solo in Equilat crema), Uova di coturnice
    _contatti:
    www.vegetal-progress.it

    W.S. BADGER (distribuito da Blue Moon Trade)
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione BUAV (UK)
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie, Farmacie
    _NO test dall'anno: 2005
    _ingredienti animali: Prodotti delle api

    _contatti: www.bluemoontrade.com

    Riassumendo: Bema, Cibe (Mondo Naturale, Fiori&Futta - Antico Marsiglia, Antica Provenza Ligure), Coop, D'Aymons Naturalerbe, Derbe, Dr Taffi, Flora-Primavera, Gala, Haway (Hawai, Oris, Anthyllis), Hedera Natur, Helan, Indica, I Serafini, L'Erbolario, Lush, Montagne Jeunesse, Pedrini (Lepo Line), Rebis, Remedia, San.Eco.Vit (Ecoblu), Saponificio Gianasso, Vegetal-Progress, W.S. Badger.


    03/ PRODOTTI PER L'IGIENE DEGLI ANIMALI

    BIOPET
    _fonte informazioni: Adesione allo Standard con Certificazione ICEA
    _reperibile presso: Negozi di alimentazione biologica, Erboristerie,
    Negozi per animali
    _NO test dall'anno: ---
    _ingredienti animali: ---
    _contatti:
    www.biopetsrl.com




    Marche che molti credono cruelty-free, ma NON lo sono
    Alcune eseguono esse stesse test su animali. Altre non danno alcuna garanzia sugli ingredienti. Altre usano la "regola dei 5 anni", inaccettabile, perché significa che usano ingredienti testati più di 5 anni prima, quindi possono usare ingredienti sempre nuovi e testati pur di aspettare 5 anni. (usando, invece, una data fissa certificherebbero che da quel dato momento non contribuirebbero più ad incrementare i test su animali).

    Se sei attualmente loro cliente, puoi scrivere loro per insistere su questo punto! Si tratta di:

    _AVON
    www.avon.it/PRSuite/info/contact.jsp
    Non esegue e non commissione test su animali, ma non garantisce gli ingredienti comprati da terze parti.

    _BOTTEGA VERDE
    servizioclienti@bottegaverde.it
    Affermano: "Il problema di testare o no le materie prime su animali non è di nostra competenza diretta".

    _ECOVER (detersivi)
    Giudizio negativo di Peta Usa e Naturewatch UK, in quanto gli ingredienti NON sono garantiti.

    _L'AMANDE/GAVARRY
    info@gavarry.it
    Affermano che la maggior parte degli ingredienti che usano è in commercio da molto tempo e quindi non incrementa i test su animali, ma non rilasciano alcuna dichiarazione certa sulla totalità dei loro ingredienti, quindi non rispettano la policy.

    _
    LINEA ESSELUNGA (supermercati Esselunga)
    Non sono garantiti gli ingredienti, non esiste una politica della "cut-off date".

    _OLIO CARLI - LINEA MEDITERRANEA
    info@lineamediterranea.it
    Non esegue e non commissione test su animali, ma afferma: "non possiamo dare altrettante garanzie per quel che riguarda il comportamento dei fornitori dei singoli ingredienti".

    _UNILEVER (fanno loro test su animali) –
    Lee.Hunter@unilever.com
    Affrmano: "I test su animali vengono eseguiti solo quando non sono disponibili alternative".


    Le aziende che seguono NON hanno invece mai dichiarato di aderire allo Standard internazionale con anno fisso, perciò NON possono essere considerati cruelty-free finché non effettueranno una dichiarazione in merito:

    _AMWAY
    _AVEDA
    _CLINIQUE
    (Estee Lauder)
    _FOREVER LIVING PRODUCTS (certificato solo col vecchio bollino BUAV che approvava la "regola dei 5 anni")
    _REVLON
    _SARA LEE
    (usa la "regola dei 5 anni")


    Altre ditte contattate e dalle quali NON è mai giunta risposta, nonostante numerosi solleciti:

    _BELLEBOLLE
    _
    BLUEBERRY
    _
    DIPROS
    _
    ESI
    _
    HETO
    _
    HERBALIFE
    _
    JUST
    _
    MONTALTO NATURA
    _
    PLANTER'S
    _SOCIETÀ DEL KARITÈ


    DICHIARAZIONE NO CRUELTY PER LE AZIENDE PRODUTTRICI

    Usi una linea di cosmetici o di prodotti che ti soddisfano ma non si tratta di prodotti liberi da crudeltà?
    SCARICA la dichiarazione aziendale (si tratta in realtà di un'autocertificazione) e spediscila alla ditta produttrice, potrai dare loro la possibilità di aderire ad una nuova politica no cruelty, una volta che l'azienda avrà firmato e rispedito via fax o posta la dichiarazione, potrai inoltrarla a: stop_animalcruelty@yahoo.it in questo modo la ditta verrà inserita nella lista dei prodotti non testati su animali.






    COSMETICI E SPERIMENTAZIONE ANIMALE
    1. Cosa viene definito prodotto cosmetico e cosa impone la legge
    2. Lo Standard internazionale "Non testato su animali" e le etichette
    3. Le ditte "cruelty-free": quali sono e dove trovare i loro prodotti
    4. Scarica il pieghevole pronto da stampare e distribuire!
    CLICCA QUI

    PRODOTTI NON TESTATI SUGLI ANIMALI: ALCUNE ULTERIORI INFORMAZIONI DI APPROFONDIMENTO

    Per coloro che volessere avere maggiori informazioni su questo argomento molto complesso, suggeriamo di visitare il sito del Comitato per un Consumo Consapevole:
    www.consumocosapevole.org

    Le sezioni riguardanti i prodotti non testati sugli animali sono:

    http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-a.html
    http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-b.html
    http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-c.html
    http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-d.html

    Consigliamo di visitare spesso la pagina:

    http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-d.html

    che contiene una lista dei prodotti non testati stilata dal Comitato sulla base di certificazioni rilasciate dalle aziende produttrici.


    Promemoria: prodotti provivisezione

    A Natale avrete sicuramente ricevuto e fatto dei regali interessanti per la cosmesi.
    Vediamo se si è contribuito a finanziare la vivisezione per soddisfare i capricci...
     
    LISTA DEI PRINCIPALI PRODOTTI COSMETICI TESTATI SU ANIMALI


    1) L’OREAL – E’ la più grande multinazionale di prodotti cosmetici del mondo. Effettua test su animali non obbligatori per legge e assolutamente non necessari. Inoltre alcuni prodotti di quest’azienda quali la lacca Elnett e il profumo Tresor di Lancôme contengono tracce di sostanze chimiche altamente tossiche. Oggetto di boicottaggio da parte delle principali associazioni animaliste.
    L’associazione animalista inglese invita a non comperare nemmeno i prodotti Nestlé in considerazione della sua fortissima percentuale azionaria del gruppo L’Oreal.
    La catena Body Shop è stata acquistata dalla L’Oreal quindi, malgrado i prodotti Body Shop non siano testati sugli animali, acquistandoli si promuovono inconsapevolmente questi test.


    I suoi prodotti principali:

    - Linea Biotherm (bagnoschiuma, doccia)
    - Linea Biomedic
    - Linea Garnier
    - Linea Helena Rubinstein
    - Linea LaRoche Posay
    - Linea Lancôme
    - Plenitude
    - Synergie
    - Tutti i prodotti Vichy
    - Neutralia
    - Drakkar noir (per barba)
    - Linea Maybelline New York
    - Linea capelli con i seguenti prodotti:
    Cadonett, Elnett, Elvive, Fructis, Fx Studio, Grafic, Inné, Kérastase, Matrix, Studio Line, Belle Color, Casting, Couleur Expert, Cristal Color, Dedica, Excellance, Feria, Lumia, Movida, Natea, Open Color, Perfect Blond, Recital Preference, Jean Louis David, Ultra Dolce di Garnier, Vichy e Redken 5th Avenue.
    - I profumi con i seguenti prodotti:
    Cacharel, Anais anais, Amor amor, Gloria, Lou Lou, Noa, Giorgio Armani, Gloria Vanderblit, Guy Laroche, Harley Davidson, Lancôme, Lanvin, Paloma Picasso e Ralph Lauren.

    2) RECKITT BENCKISER – Multinazionale chimica che conduce, oltre agli esperimenti per la realizzazione dei suoi prodotti chimici, anche esperimenti su animali non obbligatori per legge. Per questo motivo l’azienda è oggetto di boicottaggio da parte delle principali associazioni animaliste inglesi e dell’americana PeTa (People for the Ethical Treatment of Animals).


    I suoi prodotti principali:

    - Linea Adidas (bagnoschiuma, doccia, profumo, dopobarba…)
    - Linea The Healing Garden (creme, deodoranti…)
    - Linea Lancaster
    - Linea depilatoria Veet
    - Fem Kleen e Intima di Karinzia (igiene intima)
    - Davidoff (linea barba)
    - Linea per il trucco Rimmel
    - I profumi con i seguenti prodotti:
    Chopard, Davidoff, Isabella Rossellini, Jennifer Lopez, Jil Sander, Joop!, Lancaster e Vivienne Westwood.

    3) UNILEVER – Multinazionale oggetto del boicottaggio di diverse associazioni animaliste poiché molto attiva nel campo della vivisezione, effettuando esperimenti non obbligatori per legge. Quest’azienda ha vinto il premio “Scienza Folle 2002” indetto dall’associazione animalista Animal Aid, a causa della particolare inutilità di alcuni esperimenti, considerati anche estremamente aberranti e crudeli. Inoltre, secondo Greenpeace, utilizzerebbe ingredienti geneticamente modificati, favorirebbe la biotecnologia e contribuirebbe in maniera considerevole alla deforestazione dell’ambiente, soprattutto in Indonesia. E’ molto probabile che utilizzi il lavoro minorile per alcuni dei suoi prodotti.

    I suoi prodotti principali:

    - Linea Atkinsons Fabergé (I Coloniali, English Lavander…)
    - Linea Dove (bagno, doccia, shampoo, deodoranti…)
    - Lux
    - Elisabeth Arden
    - Pond’s
    - Axe
    - Rexona
    - Lysoform
    - Dentifrici Mentadent e Pepsodent
    - Denim (per barba)
    - Clear
    - Dimension
    - Sunsilk
    - Timotei
    - I profumi con i seguenti prodotti:
    Calvin Klein, Cerruti, Cholè, Karl Lagerfeld, Nautica e Valentino.

    4) PROCTER & GAMBLE – Multinazionale americana che ha da pochi anni acquistato Wella, multinazionale tedesca. E’ l’azienda più boicottata dal mondo animalista in quanto causa la morte di oltre 30'000 animali l’anno, dopo averli tenuti in vita in condizioni aberranti. Fa parte di quest’azienda la Iam’s (mangimi per animali) che avrebbe ordinato buona parte di questi test crudeli.

    I suoi prodotti principali:

    - Linea Infasil (intimo, deodoranti…)
    - Yardley
    - Zest
    - Oil of Olaz
    - Lines Lei
    - Atkinsons
    - Camay
    - Dentifrici AZ e Fukident
    - Assorbenti: Intervallo, Dignity, Lines, Linidor, Pampers e Tampax.
    - Fazzoletti Tempo
    - Noxzema (per barba)
    - Per i capelli: tutta la linea Wella, tutta la linea Pantene, Head & Shoulders (anti-forfora).
    - I profumi con i seguenti prodotti:
    4711, Dunhill, Giorgio Beverly Hills, Gucci, Helmut Lang, Hugo Boss, Jean Patou, Lacoste, Laura Biagiotti, Montblanc, Naomi Campbell, Puma, Rochas, Trussardi e Yardley of London.

    * * * * * * * *

    Abbiamo parlato solo di prodotti cosmetici testati su animali, ma purtroppo questi test avvengono anche per immettere sul mercato prodotti di qualsiasi tipo, ad esempio per la casa.

    - L’azienda JOHNSON WAX, americana, testa su animali per i suoi detersivi e detergenti che sono: Bio-Shout, Pronto; Baygon, Off! e Raid (insetticidi); Anitra WC, Mr. Muscolo…

    - L’azienda di origine americana COLGATE-PALMOLIVE è oggetto di boicottaggio per la brutalità degli esperimenti condotti e svolge un ruolo trainante su tutte le aziende del settore. Fra i suoi principali prodotti troviamo: i detersivi Soflan, Fabuloso e Dinamo; Aiax, mangimi per animali Hill’s, oltre che circa la metà dei dentifrici e dei colluttori sul mercato!

    Ci sono poi alcune aziende che testano sugli animali ma che non sono ancora oggetto di boicottaggio, i cui prodotti vale però comunque la pena evitare: sono ad esempio la 3M (produce prodotti industriali, medici, farmaceutici, per l’ufficio…) e la Kimberly Clark (detiene il primo posto mondiale in fatto di carta assorbente per uso domestico: Scottex, ecc.).

    E’ risaputo, inoltre, che i nuovi farmaci devono ancora essere testati per legge, quindi quasi tutte le aziende farmaceutiche sono attive nel campo della vivisezione. E’ quindi praticamente impossibile sottrarsi all’acquisto di una medicina non testata su animali (salvo naturalmente quelle alternative, omeopatiche, ecc. e i generici), ma è bene sapere che alcune aziende testano di più e più barbaramente di altre. Queste sono:
    - La BAYER, tedesca, che qualche anno fa iniziò a testare sostanze non farmacologiche anche sugli umani, nonostante questo sia vietato per legge.
    - La GLAXO-SMITHKLINE, inglese: da un’indagine è risultato che ha tentato di corrompere circa 4'400 medici italiani per convincerli a prescrivere i propri medicinali, in cambio di “viaggi di lavoro” ai Caraibi.
    - La NOVARTIS, svizzera, che è una delle principali aziende farmaceutiche del mondo.
    - La PFIZER, americana, che è in assoluto la prima azienda farmaceutica del mondo. Oltre a testare barbaramente e senza bisogno, è una delle peggiori imprese statiunitensi per quanto riguarda il rispetto delle norme ambientali.
    - La SCHERING PLOUGH (nota soprattutto per la linea piedi Dr. Scholl’s e i solari Coppertone), è molto attiva nel campo della vivisezione.

    FARE QUALCOSA DI CONCRETO

    Nonostante l’indubbia maggior sensibilità nei confronti della questione animale e i miglioramenti già messi a punto, il maltrattamento e il sacrificio degli animali rappresenta però ancora la norma: laboratori scientifici, macelli e pelliccerie funzionano a pieno ritmo e delibere legislative illuminate ed innovative vengono spesso ostacolate o respinte. La prima ragione alla base di questo evidente contrasto è la mancanza di informazione. Pochi sono coloro che si rendono conto delle tremende conseguenze che le nostre abitudini quotidiane comportano per gli animali, in parte perché preferiamo non sapere, in parte perché i mass-media preferiscono dedicarsi ad argomenti meno “scottanti”. Nulla di strano, quindi, se la “gattara” va a sfamare la colonia felina vicino a casa con indosso una pelliccia o se l’amorevole padrone di un cane, con il quale divide magari anche il letto, compra poi per sfamarlo scatolette di cibo testato sulla pelle di altri cani.
    E’ veramente difficile (ma non impossibile) rinunciare ai prodotti testati sugli animali, visto che ne siamo letteralmente sommersi. Dobbiamo però fermarci a riflettere sul fatto che, acquistando un prodotto che è stato testato su animali, finanziamo inevitabilmente la vivisezione in sé in quanto portiamo soldi ad aziende crudeli che continuano ad espandersi ed ingrandirsi, e continuano a testare… per darci dei prodotti a loro dire “sempre migliori”, anche se in realtà ci sono già più di mille ingredienti che non hanno più bisogno dei test, che le aziende potrebbero utilizzare per i loro prodotti. E’ difficile credere che qualcuno che inizia a riflettere su questo, si massaggi volentieri in testa uno shampoo pensando che quel prodotto ha causato immani sofferenze ad un essere vivente che soffre, è sensibile ed ha diritto ad una vita dignitosa esattamente quanto noi.
    Mentre lavoriamo, studiamo, dormiamo, mangiamo, ridiamo e scherziamo, milioni di animali in tutto il mondo soffrono il più delle volte inutilmente, a lungo ed in silenzio. Questo dovrebbe indignarci e farci vergognare, oltre che farci decidere come minimo di non finanziare più questi test, acquistando i prodotti da essi derivati. Ma il più delle volte nemmeno ci pensiamo, e nei negozi riflettiamo unicamente su quale bagnoschiuma sia più “buono” e colorato e profumato di un altro, ignorando totalmente che per essere prodotto sono stati sacrificati tanti animali innocenti!
    Ma anche se finalmente decidiamo di acquistare unicamente nel pieno rispetto sia animale che umano, non sempre è facile capire quali sono i prodotti davvero no-cruelty. Alcune aziende scrivono sulle loro etichette che il prodotto non è stato testato sugli animali ma in realtà sono stati utilizzati ingredienti testati magari da altre aziende, altre aziende invece recano questa dicitura ma nel frattempo sono state acquistate da multinazionali palesemente coinvolte nella vivisezione .

    Infine, oltre che cercare di acquistare in modo più responsabile e passare il più possibile il messaggio a chi ci circonda, è importante comunicare alle aziende la nostra disapprovazione e il fatto che non compriamo più i loro prodotti per il fatto che sono testati. Le aziende sono dipendenti dall’indice di gradimento di noi consumatori!
    Ecco alcuni indirizzi delle sedi italiane delle aziende che sono in assoluto le più attive nel campo della vivisezione, alle quali possiamo scrivere il nostro malcontento:

    COLGATE PALMOLIVE Spa JOHNSON WAX Spa L’OREAL Saipo Spa
    Via Palmolive 18 Piazza M. Burke 3 Via Garibaldi 42
    Loc. Padiglione 20020 ARESE (Milano) 10122 TORINO
    00042 ROMA

    PROCTER & GAMBLE Spa RECKITT BENCKISER Spa UNILEVER Spa
    Via C. Pavese 385 Via Lampedusa 11 A Via Bonnet 10
    00144 ROMA 20141 MILANO 20154 MILANO


    PRODOTTI NON TESTATI SUGLI ANIMALI

    Ma quali prodotti possiamo acquistare tranquillamente, con l’assoluta certezza che non sono stati testati su animali? In base a quello che è stato recentemente dichiarato, le seguenti aziende sono sicuramente no-cruelty:
    CLARINS, CLINIQUE, FARFALLA (marca svizzera), HEDERA NATUR, CIBE LABORATORI, BEMA COSMETICI, TAGES, D’AYMONS, HELAN, FITOCOSE, I SERAFINI, PROGETTO GAIA, VEGETAL PROGRESS, LOGONA, ESTEE’ LAUDER, AVON, JUVENA OF SWITZERLAND, LA PRAIRIE, REVLON, L’ANGELICA, WELEDA, LEPO LINE e PLANTERS.
    Per quanto ai mangimi per cani e gatti purtroppo ve ne sono davvero pochi no-cruelty, per essere sicuri che non siano stati testati bisognerebbe acquistare quelli BIO. Le marche più famose che riempiono i nostri scaffali (da Sheba a Purina a Whiskas) purtroppo sono testati.
    I prodotti biologici in generale (come quelli che si trovano al Bio Casa) non sono testati su animali.
    Per quanto riguarda specificatamente i cosmetici e i prodotti per l’igiene personale, ci sono delle marche che non fanno parte della sopracitata lista no-cruelty, ma che si dichiarano “amiche degli animali” e sono dunque da preferirsi. Esse non sono completamente estranee alla vivisezione ma la utilizzano pochissimo ed in casi strettamente necessari, utilizzando inoltre ingredienti di origine prevalentemente vegetale. Queste marche ed aziende sono:
    YVES ROCHER, L’ERBOLARIO, NIVEA e BOTTEGA VERDE.

    Altre informazioni a riguardo le trovate facilmente su internet dove esistono vari siti cruelty-free, oppure leggendo il libro “Guida ai prodotti non testati su animali” di Antonella De Paola, edizioni Cosmopolis, dal quale è stato tratto questo riassunto.


    December 17

    Storie di Natale

    Il bastoncino di zucchero
    Il bastoncino di zucchero è stato a lungo un simbolo del Natale, con il suo gusto di menta.
    Perché i bastoncini di zucchero sono bianchi a strisce rosse? La tradizione vuole che fossero inventati da un dolciaio che aveva intenzione di creare un dolce che ricordasse Gesù alle persone. Ecco cosa rappresenta il bastoncino di zucchero:
    E' fatto di caramello solido perché Gesù è la solida roccia su cui sono costruite le nostre vite (Matt 16:18) (1Thess 5:24).
    Al caramello diede la forma di una "J" per Jesus (Gesù in inglese) (Atti 4:12), mentre per altri è la forma di un bastone da pastore, perché Gesù è il nostro pastore (Giovanni 10:11).
    I colori sono stati scelti anche per rappresentare l'importanza di Gesù: il bianco per la purezza e l'assenza di peccato in Gesù (Heb 4:15) , e la larga striscia rossa rappresenta il sangue di Cristo
    versato per i peccati del mondo (Giovanni 19:34-35). Le tre strisce rosse sottili rappresentano le strisce lasciate dalle frustate del soldato romano (Isaia 53:5).
    Il sapore del bastoncino è di menta piperita che è simile all'issopo, pianta aromatica della famiglia della menta usato nel Vecchio Testamento per purificare e sacrificare. Gesù è il puro agnello di Dio venuto a sacrificarsi per i peccati del mondo.
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    L'ABETE

    Molte leggende narrano che l'abete è uno degli alberi dal giardino dell'Eden.
    Una narra che l'abete è l'albero della Vita le cui foglie si avvizzirono ad aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino.
    Un'altra leggenda narra che Adamo portò un ramoscello dell'albero del bene e del male con lui dall'Eden. Questo ramoscello più tardi divenne l'abete che fu usato per l'albero di Natale e per la Santa Croce.
    CHRISTMASTREE-1
     
    April 25

    firma la petizione per le foche per favore!

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    CACCIA ALLE FOCHE IN CANADA
    In data 29 marzo, il Ministro canadese delle industrie della pesca e degli oceani ha ufficializzato la nuova quota di foche che saranno uccise: 270.000.
    Di queste, circa 78.000 foche sono nel Golfo di San Lorenzo, le restanti in aree remote della costa orientale del Canada.
    Il governo canadese ha sensibilmente abbassato il tetto massimo delle foche che potranno essere cacciate: da 335,000 nel 2006 a 270,000 nel 2007, un calo deciso dal ministro della Pesca Loyola Hearn “per via dello scioglimento dei ghiacci nelle zone interessate dalla caccia”.
    Migliaia di cuccioli di foca sono morti annegati nel corso delle ultime settimane. In base alle valutazioni di HSUS circa 250.000 cuccioli rischiano di morire in questo modo.
    Quest’anno le condizioni del ghiaccio sono le peggiori che la storia abbia mai registrato, hanno superato quelle dell’anno scorso. Nel Golfo di St. Lawrence, il Global Warming ha creato un disastro ecologico di proporzioni monumentali.
    Con oltre un milione di foche uccise nel corso dell’ultimo triennio, la caccia alle foche in Canada è il più grande massacro di mammiferi marini al mondo. Invia la lettera di protesta alla pagina:

    http://www.oipaitalia.com/caccia/campagne/canada/foche.html  

     

     

    Ti forniscono anche la risposta: le foche sono uccise il più umanamente possibile... ah allora stiamo tranquilli!

     

    MA ANDATE A CAGARE...

     

    Dear Sir/Madam,
     
    Thank you for your correspondence regarding the Atlantic Canada seal hunt. We hope that the following will serve to address your concerns.
     
    Fisheries and Oceans Canada (DFO) makes every effort to ensure that seals are hunted as quickly, effectively, and humanely as possible. Enforcement of the regulations is thorough and comprehensive, specifically ensuring adherence to catch requirements, licence conditions, and humane harvesting practices. Penalties are tough and could include court-imposed fines, and orders to forfeit catches, gear, boats and licences.
     
    The harp seal population is a healthy marine resource that can easily support a responsible harvest; there is no conservation reason to end the hunt. A survey conducted in 2004 estimated the harp seal population at 5.82 million animals; approximately three times the population of less than two million in the 1970s.
     
    Because the continued health and abundance of the herd is the department’s main priority, DFO sets quotas for harp seals to ensure that the resource remains sustainable.  Management measures have been developed for 2006-2010, and a new multi-year plan will be available shortly. A number of conservation groups agree that a regulated and responsible harvest of the seal herd is appropriate, provided it is sustainable in the long-term from a conservation perspective. As you may know, the hunt of harp (whitecoat) and hooded (blueback) seal pups has been banned in Canada since 1987. Regulations also prohibit the trade, sale, or barter of the fur of these pups. 
     
    The value of the seal hunt may appear negligible to some individuals, but it is tremendously valuable to those individuals who use it as their employment during a time when economic opportunities are limited in many remote, coastal communities. Some sealers have stated that their income from sealing can represent up to 35% of their total annual income. Also, the top homeports for sealers have unemployment rates that are in excess of 30% higher than the national average. Sealing
    and fishing are also time-honoured traditions that allow people to provide for their families through knowledge of the marine environment and hard work.
     
    Sébastien Mineault
    Client Service Representative/Représentant, Service à la clientèle
    Enquiries Service/Service des renseignements
    Foreign Affairs and International Trade Canada/
    Affaires étrangères et Commerce international Canada
    enqserv@international.gc.ca
    Fax/Télécopieur: 613-996-9709

      

     

    April 10

    povero coniglietto della Lindt!

    Non so come ma oggi, solo oggi mi sono ricordata che avevo un coniglietto della Lindt al cioccolato comprato nel 2002 che non avevo voluto mangiare perchè a me gli animali anche se di cioccolata mi fa impressione mangiarli.
    In realtà  mi ero già messa al letto impigiamata poi non riuscendo a prender sonno ho fatto: "Ma quel coniglietto della Lindt di quattro anni fa come starà infondo alla libreria?"
    Mi sono alzata e l'ho cercato!
    ORRORE! ai tarli il coniglietto di cioccolata non ha fatto impressione... non hanno fatto complimenti e si sono mangiati anche il collarino rosso con il campanellino...
    Cari tarli Buona Pasqua, insomma.... 
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    April 08

    omaggio pasquale

    Auguri di Buona Pasqua a chi passa di qui anche se per sbaglio... cosa avete trovato nell'uovo? Io un bel figo in motoretta... non mi posso lamentare!

     

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    March 15

    in viaggio Ulisse!

     
     
     
     
     
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